venerdì 3 settembre 2010   
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Zone e Categorie ATEX  
 

GRUPPO DI LAVORO PER LA SICUREZZA IN AMBIENTI A RISCHIO DI ESPLOSIONE

Working Group for Safety in hazardous Areas

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RiduciCLASSIFICAZIONE DELLE ZONE E DELLE CATEGORIE ATEX
 
   

 

ZONE E CATEGORIE ATEX

Classificazione delle zone pericolose negli ambienti di lavoro in base alla Direttiva 1999/92/CE

Zonizzazione in relazione alla presenza di gas

 

Zona 0
Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un'atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia.

Zona 1
Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva, consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori o nebbia, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività.

Zona 2
Area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un'atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata.

 

 ©Valérie Causse

Gas Zones 1
GAS : Esempio di zonizzazione per attività di travaso di liquidi.

Dust & Gas zones
POLVERI: esempio di zonizzazione per attività di riempimento

vagoni mediante silo (la zona bianca indica "assenza di pericolo").


Zonizzazione in relazione alla presenza di polveri


Zona 20
Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell'aria.


Zona 21
Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell'aria, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività.


Zona 22
Area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata.

 

Categorie per aspiratori antideflagranti come definite nella Direttiva 94/9/CE

 

Figura 6: Esempio di Classificazione di Aree a
Rischio di Esplosione di Polveri in base alla norma CEI EN 61241-10

image 2

 ©Valérie Causse

 

CATEGORIA 1


Comprende gli apparecchi progettati per funzionare conformemente ai parametri operativi stabiliti dal fabbricante e garantire un livello di protezione molto elevato. Gli apparecchi che rientrano in questa categoria sono destinati all’uso in ambienti in cui sono presenti in permanenza, per lunghi periodi o frequentemente, atmosfere esplosive causate da miscele di aria e gas, vapore o nebbia o da miscele di aria e polveri. Gli apparecchi che rientrano in questa categoria devono garantire il livello di protezione richiesto, anche in caso di anomalie eccezionali, e sono caratterizzati da mezzi di protezione tali che:

  • in caso di guasto di uno dei mezzi di protezione, almeno un secondo mezzo indipendente assicuri il livello di protezione richiesto;

  • oppure, qualora si verifichino due guasti indipendenti l’uno dall’altro, sia garantito il livello di protezione richiesto.

 

CATEGORIA 2


Comprende gli apparecchi progettati per funzionare conformemente ai parametri operativi stabiliti dal fabbricante e garantire un elevato livello di protezione. Gli apparecchi che rientrano in questa categoria sono destinati all’uso in ambienti in cui è probabile che si manifestino atmosfere esplosive causate da miscele di aria e gas, vapore o nebbia o da miscele di aria e polveri. I mezzi di protezione degli apparecchi che rientrano in questa categoria devono garantire il livello di protezione richiesto, anche nel caso di anomalie ricorrenti o di difetti di funzionamento di cui occorre normalmente tenere conto.

 

CATEGORIA 3


Comprende gli apparecchi progettati per funzionare conformemente ai parametri operativi stabiliti dal fabbricante e garantire un livello di protezione normale. Gli apparecchi che rientrano in questa categoria sono destinati all’uso in ambienti in cui è improbabile che si manifestino atmosfere esplosive causate da miscele di aria e gas, vapore o nebbia o da miscele di aria e polveri, o, qualora queste si manifestino, ciò avvenga solo raramente e per breve durata. Gli apparecchi che rientrano in questa categoria garantiscono il livello di protezione richiesto durante le condizioni di funzionamento normale.

 

Riferimenti

BARTEC's Basic concepts for explosion protection
Author: Dr.-Ing. Hans-Jürgen Linström

STAHL's Basics of dust-explosion protection
04/2004

INRS - Explosion et lieu de travail
24/02/2006

Riferimenti ATEX su internet

Linee guida ATEX
http://ec.europa.eu/enterprise/atex/guide/index.htm

 

 

 

 
 
 
RiduciDefinizione Zone Atex
 
   

                 

 

 
 
 
RiduciUN'ANALISI NEL DETTAGLIO: LO STRANO CASO DEL "TIPO 22"
 
   

L'analisi del caso del “Tipo 22” rivela una delle più clamorose ed illuminanti degenerazioni interpretative della Direttiva ATEX.

L' Annex VIII della Direttiva 94/9/CE (Modulo: Controllo di fabbricazione interno), con il ricorso all'autocertificazione dei macchinari, ha generato confusione specialmente nella corretta interpretazione del termine “Zona”, dedicato alla classificazione degli ambienti e del termine “Categoria”, designato alla scelta dei macchinari. Ciò ha creato notevoli difficoltà al Comitato di sorveglianza delle merci in libera circolazione all'interno del Mercato Europeo nella garanzia di un'adeguata prevenzione nell'utilizzo di aspirapolverii certificati “Categoria 3”.

Per capire al meglio ciò che sta accadendo sui mercati Europei ci riferiamo quindi ad una variante emblematica di ambienti a rischio di esplosione: il caso delle polveri esplosive.

L'Allegato I della Direttiva ATEX 1999/92/CE definisce le aree pericolose in cui sono presenti polveri combustibili, distinguendole in Zona 20, Zona 21, Zona 22.

Eccoci dunque al punto: Se l'atmosfera è classificata come Zona 22, essa non sarà esplosiva nelle normali operazioni "ma se lo diventa, lo sarà solamente per un breve periodo". Di conseguenza è possibile affermare che le polveri combustibili in Zona 22 non saranno presenti durante le operazioni normali ma se sono invece presenti, si tratterà solamente di un breve periodo di tempo.

Secondo quanto espresso dall'Allegato I della Direttiva ATEX 1999/92/CE, le zone ATEX in cui si utilizzano piani per recuperare le polveri combustibili saranno classificate come zona 21, in cui un'atmosfera esplosiva dovuta alla presenza di polveri combustibili “è probabile che avvenga durante le normali attività” o zona 20 in cui un'atmosfera esplosiva dovuta alla presenza di polveri combustibili “è presente in permanenza, per lunghi periodi o frequentemente”.

Mentre la Direttiva ATEX 1999/92/CE definisce le aree pericolose in presenza di polveri combustibili, l'Allegato CC degli standard IEC 60335-2-69 definisce l'aspiratore di Tipo 22 come "macchina aspirante o estrattore di polvere per recuperare polvere combustibile in zona 22". La parte interna all'apparecchio nel quale viene raccolta la polvere è considerata zona 20.Da notare che la parte interna del tubo aspirante e gli ugelli sono zona 22.

L'Allegato CC dello standard IEC 60335-2-69 (elaborato da un insieme di produttori di aspiratori progettati per l'uso in zona 22) dichiara che le loro attrezzature possono recuperare in sicurezza polveri combustibili in zona 22, poichè è improbabile che questa situazione si verifichi nelle normali operazioni ma, se si verifica, persiste solamente per un breve periodo di tempo, come afferma la Direttiva ATEX 1999/92/CE .

I produttori di aspiratori per l'uso in zona 22 spesso evitano di ricordare all'utente che il recupero di polvere esplosiva è un pericolo per la sicurezza.

Se gli utenti stessi non mettono in discussione le applicazioni per il quale l'aspiratore Tipo 22 è stato progettato, possono credere che sia possibile recuperare regolarmente ed in modo sicuro le polveri combustibili.

Il modo in cui l'aspiratore Tipo 22 è commercializzato ed il fatto che le zone ATEX spesso non siano molto chiare per l'utente, vanno a creare un pericolo per la sicurezza degli utenti che utilizzano questo tipo di aspiratori per recuperare polveri combustibili.

Per evitare pericoli dovuti al recupero di polveri combustibili gli utenti devono eseguire le seguenti azioni prima di acquistare un aspiratore certificato ATEX:

  1. Determinare con precisione le zone ATEX nelle quali l'aspiratore deve essere usato in base alla Direttiva 1999/92/CE.

  2. Determinare per quali applicazioni l'aspiratore certificato ATEX è stato progettato. Esse sono scritte sul manuale dell'aspiratore.

Gli aspiratori ATEX Categoria 3 e Tipo 22 non sono progettati per l'utilizzo in zona ATEX 22, per recuperare polveri regolarmente o significative quantità di polveri combustibili.

Definiamo più specificatamente le zone 21 e 22:

ATEX ZONA 21- Definizione ufficiale, secondo la Direttiva ATEX 1999/92/CE

"Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell'aria, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività". ( La definizione descrive una zona in cui la presenza di polvere combustibile nell'aria è probabile, ma non certa, durante le normali operazioni, nello spazio in cui è utilizzata l'apparecchiatura. )


Definizione ufficiale, secondo la Direttiva ATEX 1999/92/CE, Allegato I

"Area in cui, durante le normali attività, non è probabile la formazione di un'atmosfera sotto forma di nube di polvere combustibile o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata."

 Riteniamo che questa definizione faccia riferimento a termini ambigui, che possono essere fraintesi dall'utente o dal compratore. Cosa signifca "Nube"? Cosa significa "breve periodo" di tempo? Si può dedurre che la polvere combustibile presente nell'aria per un certo periodo di tempo può innescarsi ed infiammarsi? In questo caso, è assimiliabile alla polvere di metallo e alla farina?

Inoltre, ogni aspiratore è destinato ad un utilizzo specifico, ed un'unità può essere usata in atmosfere potenzialmente esplosive per aspirare materiale potenzialmente esplosivo. Quindi l'aspiratore può provocare un'esplosione per innesco dovuto alla polvere presente nell'aria oppure al materiale raccolto. Questo aspetto molto importante non è coperto da nessuno standard ATEX.

Il National Fire Protection Association (NFPA) avvisa che più di 0,8 mm di polvere sul 5% della superficie di una stanza presenta un significativo rischio di esplosione (vedi Pagina Documenti ATEX)

In assenza di certificazione o in caso di dubbi o domande relativamente alle zone in cui l'aspiratore deve essere utilizzato, è vivamente consigliato di contattare l'ispettore locale dell'ASL (o un membro governativo equivalente) o i Vigili del Fuoco, per avere una valutazione della zona.

Pericoli o incidenti dovuti all'esplosione di polvere avvengono e sono documentati da molti, molti anni. Un problema comune sembra la mancanza di consapevolezza del pericolo potenziale e la mancanza di precauzioni appropriate: ispezioni, esperienza pratica sul lavoro, manutenzione, progettazione di attrezzature ed equipaggiamento.


Le avvertenze che possiamo raccomandare relativamente all'uso degli apiratori in ambienti di lavoro classificati ATEX zona 22, sono le seguenti:

- Tutti i Sistemi di Aspirazione ATEX Categoria 3 per l'uso in Zona 2 (Gas) e Zona 22 (Polvere) non devono mai essere usati in atmosfere in cui polveri esplosive o liquidi infiammabili sono visibili o facilmente rilevabili ad occhio nudo.

- Solo gli aspiratori certificati ATEX Categoria 2 possono essere usati nelle zone ATEX in presenza dei seguenti prodotti:

  • Polvere conduttiva, come alluminio e polvere metallica
  • Solventi (chimici e parafarmaceutici)
  • Farina, zucchero, grani di polvere
  • Polvere da sparo
  • Gas, benzina, petrolio
  • Polveri di carbone e coke

- Per applicazioni in cui è richiesto un aspiratore antideflagrante/anti-innesco, assicurarsi di utilizzare un aspiratore certificato ATEX Categoria 2.

- Richiedere una copia dell' EC Type Examination Certificate fornito da un Ente certificato ATEX è un ulteriore elemento di sicurezza ed una buona pratica quando si acquista un aspiratore antideflagrante/anti-innesco. Non esiste modo migliore per assicurare garanzia di sicurezza all'utente e per il personale circostante.

 
 

 

 
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